Gabriele Lunati “Nico, bussando alle porte del buio”
Stampa Alternativa/Nuovi equilibri
13,00 €
Finalmente un autore italiano rende giustizia ad una delle figure più enigmatiche e significative della storie del rock (e non solo): Nico, musa di Andy Warhol, chanteuse per i Velvet Underground, attrice per Fellini e Garrell, per citare solo alcuni dei suoi contributi più significativi. Nico per qualche decennio si trova al posto giusto nel momento giusto (
Gabriele Lunati, giornalista e documentarista, già autore di .........
Gabriele Lunati, giornalista e documentarista, già autore di una interessante biografia sui Kraftwerk per la stessa casa editrice, ripercorre le tristi tappe della decadente esistenza di Nico, dall’infanzia nella Germania piegata dal secondo conflitto mondiale, l’evacuazione dalla propria città, l’inizio delle sue interminabili peregrinazioni, tanto che l’esilio, lo sradicamento, saranno temi ricorrenti nelle sue opere e cardini sui quali costruirà il suo peculiare stile “apolide, atemporale”. Modella a Berlino e Parigi, attrice a Cinecittà con una breve, fugace quasi eterea- come la sua figura - apparizione ne “
Con scrupolosità documentaria ma con uno stile molto personale, particolarmente attento agli stati d’animo e alle vicissitudini di Nico nelle varie tappe della sua carriera musicale e cinematografica, Gabriele Lunati passa in rassegna con il proprio scandaglio i sei principali album solisti, senza tralasciare la traduzione delle liriche e tutte le partecipazioni, i singoli e i concerti storici (su tutti, il live al Rainbow con John Cale e Brian Eno quel 1 giugno 1974, dove la performance di “The End” da parte di Nico resta scolpita nella storia del rock). Il nostro biografo, originale ed ambizioso, dal momento che in Italia nessuno prima di lui aveva mai intrapreso la strada di una biografia della seducente ed enigmatica Nico/Icon, passa al vaglio lo stile senza tempo, tragicamente gotico delle “cantilene da sepolta viva” dell’artista, in cui confluiscono tragedia, teatro brechtiano, influenze arabeggianti e medievali, creando album suggestivi e singolari, meravigliosamente oscuri, assolutamente irripetibili. L’interesse dell’artista per la poesia è reso manifesto nei due album della maturità, “Marble Index” (1969) e “Desertshore” (1970). Profondamente ermetici non solo sul piano delle liriche ma anche su quello strumentale, poiché si caratterizzano per un minimalismo d’avanguardia, in cui le percussioni sono talora totalmente assenti per lasciare spazio ad organo e harmonium, creando atmosfere particolarmente severe e taglienti. Il consumo sempre più massiccio dell’eroina renderà ancora più cupi i successivi “Drama of Exile” (1981) e “Camera Oscura” (1985). L’esilio, che Nico si autoimpone per anni, viene rotto dall’esplosione della New Wave, che la spinge a rimettersi in gioco intraprendendo nuovi lavori e collaborazioni (magistrale quella con The Factions, cari a John Cale), nonché una serie di interminabili tourneè mondiali che la impegneranno fino all’improvvisa, beffarda, fine dei suoi giorni.
La biografia è corredata da un’appendice con i minuziosi elenchi relativi a discografia, videografia e filmografia. E’ una lettura che “prende” quanto un giallo, raccontata in modo intrigante, che assorbe quanto il tentativo di risolvere un antico enigma: quello dello sguardo imperscrutabile di una delle figure femminili più sconcertanti, autodistruttive e sensuali della storia del rock.
| Autore | Albero |
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