DOME LA MUERTE AND THE DIGGERS | S/t
Dopo averci incuriosito con un sette pollici di cui ci siamo occupati qualche tempo fa, la nuova creatura di Dome La Muerte (CCM, Not Moving, Hush...) torna a colpire con un album che ne conferma in pieno le potenzialità e affonda definitivamente il colpo.Garage, rock’n’roll e psichedelia sono gli elementi principali, ma non esclusivi, di un mix trascinante e coinvolgente, capace di passare dalla ruvida sensualità al romanticismo (“You Shine On Me”), senza perdere mai il piglio tipico del ribelle che permea il dna di questa musica al di fuori di ogni confine spazio/temporale. Perché, vale la pena sottolinearlo, il rock’n’roll resta ancora oggi musica genuina e capace di emozionare, incurante delle rughe e delle cicatrici che gli anni hanno tracciato sulla sua pelle coriacea. Non importa quanto questo discorso appaia retorico o stereotipato, quello che conta è unicamente la credibilità di chi imbraccia gli strumenti e l’energia che gli stessi riescono a riversare sull’ascoltatore. Forti della presa dei brani originali e delle proprie capacità, i Diggers si permettono anche di affrontare alcune covers (la sempre ammaliante “Heart Full Of Soul” su tutte) e di chiamare al proprio fianco gli amici Rudi Protrudi (Fuzztones, se mai ci fosse bisogno di rammentarlo), Mikefuocos (Los Fuocos) e Maria Severine (Not Moving). Il sapore finale è quello di una festa, o meglio della celebrazione di un rito di cui mai ci stancheremo. Un altro centro messo a segno da quel mito di Dome La Muerte, fa piacere sapere che in giro c’è gente come lui. Inutile dilungarsi oltre, decisamente meglio lasciar parlare le note.
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| Autore | Albero |
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