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DOME LA MUERTE AND THE DIGGERS
Inviato da maxfreak il 4/7/2008 11:06:45 (758 letture)
Dischi

DOME LA MUERTE AND THE DIGGERS | S/t

  Dopo averci incuriosito con un sette pollici di cui ci siamo occupati qualche tempo fa, la nuova creatura di Dome La Muerte (CCM, Not Moving, Hush...) torna a colpire con un album che ne conferma in pieno le potenzialità e affonda definitivamente il colpo.Garage, rock’n’roll e psichedelia sono gli elementi principali, ma non esclusivi, di un mix trascinante e coinvolgente, capace di passare dalla ruvida sensualità al romanticismo (“You Shine On Me”), senza perdere mai il piglio tipico del ribelle che permea il dna di questa musica al di fuori di ogni confine spazio/temporale. Perché, vale la pena sottolinearlo, il rock’n’roll resta ancora oggi musica genuina e capace di emozionare, incurante delle rughe e delle cicatrici che gli anni hanno tracciato sulla sua pelle coriacea. Non importa quanto questo discorso appaia retorico o stereotipato, quello che conta è unicamente la credibilità di chi imbraccia gli strumenti e l’energia che gli stessi riescono a riversare sull’ascoltatore. Forti della presa dei brani originali e delle proprie capacità, i Diggers si permettono anche di affrontare alcune covers (la sempre ammaliante “Heart Full Of Soul” su tutte) e di chiamare al proprio fianco gli amici Rudi Protrudi (Fuzztones, se mai ci fosse bisogno di rammentarlo), Mikefuocos (Los Fuocos) e Maria Severine (Not Moving). Il sapore finale è quello di una festa, o meglio della celebrazione di un rito di cui mai ci stancheremo. Un altro centro messo a segno da quel mito di Dome La Muerte, fa piacere sapere che in giro c’è gente come lui. Inutile dilungarsi oltre, decisamente meglio lasciar parlare le note.

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  0   Article ID : 219
dice il governo che è passato ormai l'inferno_baustelle,amen
Inviato da ravinskij il 13/2/2008 12:38:03 (614 letture)

E' un disco pop, musicalmente, prende le mosse dai tre precedenti. e anzi potrebbe essere l'ideale prosequio della malavita, come dire, la decina di tracce in più che in fondo dieci anni fa ce le mettevi, se non eri a contratto con la warner. Ma non i testi, non l'interpretazione. Questo album ha la copertina con l'occhio, ma ha la faccia di uno col passamontagna e la p38 che non ha più SOGNI ma vuole portarsi qualcuno con sè prima di andarsene.
Vede la fine, questo concept album, nel nostro essere borghese, nella borsa di dior, nella puttana, nello scopare in un parcheggio, nell'amare qualcuno e non pensarci mai, nella fallace speranza che ci perseguita, di cui ci droghiamo per perseguire il potere, i soldi, per fuggire dal panico che ci assale. Una mia amica quando ha sentito charlie, dice questa è una canzone di natale, per la musica; si ci sono le campane, il saturare degli archi, rachele che raddoppia le voci e l'MDMA.
Anni fa Agnelli scrisse "Quello che non c'è", efficacemente, meravigliosamente descrivendo il sogno la speranza attraverso una definizione del nulla che ci circonda. bene Bianconi descrive quello che c'è e per la prima volta da Gaber-DeAndrè in poi lo fa facendo i nomi. Come un intelettuale, come rispondendo al "romanzo delle stragi" di pasolini, li fa, li fa tutti. Fa anche il suo, fa quello di Anna, di Laura, fa i nostri. e fino alla fine hai la sensazione che non è uno scherzo, non è un modo alla battiato di fare nonsense colto sulla società. sono fottute lame al fegato a far sgorgare il vizio e il dolore.
Una canzone d'amore, "L", è dedicata alla percezione, alla cognizione della solitudine. e laddove tutto è perduto appaiono "..traccie di Laura dovunque.." e subito dopo la pace che torna in Iraq.
Ieri sera ascoltavo in macchina, in una sestri buia e silenziosa, Alfredo. è dedicata a quel bambino caduto nel pozzo, dove morì, nel lontano 1981, lo spauracchio che mia madre tirò fuori per tutte le elementari, per tenermi lontano dai pericoli. Colpì tutti quella storia, fu la prima volta che un evento del genere veniva trasmesso in televisione, e tutti ricordarono per anni quella voce fioca che chiedeva aiuto all'uomo ragno, che non ricordava l'avemaria, che portò Pertini in mezzo ai braccianti del Lazio a piangere perchè altro non si poteva fare. La sentivo, sentivo il nome più grande che fa in tutto l'album, quel Dio che usò alfredo per ricordare a Woitila, alla P2, a Cossiga e a tutti gli altri figli di puttana che cos'è la morte, quel qualcosa di fronte a cui inchinarsi, inchinarsi e basta.
Concludo, in una canzone, per suo nonno, dice "sono stato comunista avevo un sogno una speranza". se la riascolto la trovo adatta anche a me, penso che non posso dire cosa sono, penso che posso dire che sono stato comunista fino a dieci anni, fino al 1989 quando qualcuno disse che era finita e piccoli angeli nascevano a cui poi avrei spiegato questa nostalgia che mi uccide a poco a poco.

  0   Article ID : 207
NO SEDUCTION
Inviato da kaosfactor il 19/7/2007 17:49:53 (494 letture)

No Seduction EXPERIENCE MORE POWERFUL ORGASMS

Stoner/ garage, potrei anche definire la musica del gruppo di Chioggia.In alcuni pezzi mi verrebbe da citare i MIRACLE WORKERS gruppo garage statunitense scioltosi una decina di anni fa’ ma sarebbe ingeneroso dare etichette o cadere in forzature riferite a qualche altro gruppo se non per dare delle coordinate al lettore .”Quick fix” e “midday microwaves” mi sembrano le tracce più importanti del demo ma una menzione all’apertura di “la clinique” e la chiusa de “la ville lumiere” una sorta di viaggio orgasmico con testi in francese,con risoluzioni da pulp fiction il tutto riveduto e frullato in un trattato musicale da killer seriali,mi si passi la metafora,in perfetta sintonia con un sound estremamente evoluto e mai banale con riff taglienti e parentesi alla velvet undergound miscelati ai Jon spencer Blues Exlosion.

Voto 7/10
Band: No Seduction
Provenienza: Veneto
Album: Experience More Powerful Orgasms
Label: autoprodotto
Album Tracklist: 1. La Clinique 2. Our Song In A Ring-tone 3. Steak Houses 4. The Little Song Of Yes & No 5. Quick Fix 6. Pull The " True Love " Lever 7. Memoires Of An Irresistible Masochist 8. Midday Microwaves

http://www.myspace.com/noseduction
http://noseduction.splinder.com/

  0   Article ID : 176
Dall'impero delle tenebre_Teatro degli orrori_ resto stupito..
Inviato da ravinskij il 11/5/2007 10:34:45 (404 letture)

Voi schifosi che vi fate le canne e poi inconsci che questo vi altera l'attenzione vi mettete alla guida di mezzi locomotori che inevitabilmente provocheranno la morte vostra e altrui!!! non lo sapete che è fottuta droga? non lo sapete che non dovete mischiarla con l'alcool? Bene se non lo sapete questo disco fa per voi. E' semplicemente una mazzata nei denti. Qualcuno si ricorda di quanto spaccano dal vivo gli ODM, si? ecco voi togliete le parti lente, aggiungete un noise studiato per ferire, per bleffare, per scorticare - ho detto studiato -, ma non so far di meglio.. se ricordassi come Max mi raccontava le emeozioni che sucitavano i marlene di catartica, forse.. Per il resto le canzoni sono all'altezza della potenza distruttiva degli strumenti. Questi non sono bambocci, PPaolo sembra aver fatto una suite sul suo proprio star male, sulla desolazione del farneticante circostante, sulla deriva umana. Lo ascolti e a un certo punto ti imbatti in "e lei venne" che è la rielaborazione de "il vino dell'assassino" di Baudelaire che lo capisci benissimo che l'ha fatta e per celebrare la sua scimmia di sbronza colossale, il suo odio, e per poter dire : IO ME NE FREGO DI DIO DEL DEMONIO DI TUTTI I SACRAMENTI E DI TE. Una tranvata in faccia, non è roba da bambocci. Se lo fosse forse sarebbe un tantino più ascoltabile, un tantino meno ulcerante, ma è per questo, perchè non lo è che mi sembra un disco assoluto uno di quelli di svolta, uno che lo racconto a mia figlia. ah a proposito ... bambina mia.. dio mio.. quanto mi manchi.. lo dirai a mamma.. che ho ancora.. un cuore dentro?

Sarà che in quello specchio dove lui non si riconosce non mi ci vedrei neanch'io, neanche se mi riuscisse di andare in televisione(!)... e comunque.. la prossima volta lo giuro mi faccio prete!!!!!!!!!!!

(la foto l'ho presa qui: http://www.flickr.com/search/?q=teatro%20degli%20orrori&w=24755849%40N00
tngcc)

  0   Article ID : 166
Nick Cave & The Bad Seeds - The Abattoir Blues tour
Inviato da mofa il 8/2/2007 19:21:15 (697 letture)

Io adoro quest' uomo, adoro lo stile incredibile che ha, adoro la sua sfacciata e travolgente eleganza, la passione e forza dei suoi lavori. Questa raccolta che comprende ben due cd e due dvd (al prezzo di un cd di Vasco) documenta ed esprime tutte le caratterische di questo straordinario artista australiano. Nei due Dvd troviamo le immagini del concerto alla Brixton Accademy di Londra e del concerto all' Hammersmith Apollo di Londra oltre a tutti i video dell'ultimo album, mentre nei due cd 17 tracce registrate un pò in tutta europa durante il suo ultimo tour.
Se non avete avuto la fortuna di presenziare ad una sua esibizione live questo è il modo migliore per cogliere l'intesità musicale e il pathos che caratterizza Nick Cave fedelmente accompagnato dagli inquietanti Bad Seed.
Semplicemente grandioso!

  0   Article ID : 148
L’ODISSEA DI TOM WAITS
Inviato da gloria il 11/12/2006 16:33:45 (457 letture)

L’ODISSEA DI TOM WAITS

Ovvero Tom Waits come Omero

di Gloria Carabbio


E chi se lo aspettava un mastodontico triplo cd dopo solo due anni di fibrillante silenzio per questo artista così folle e così discreto, imperscrutabile e magniloquente, apparentemente di poche parole, così come appare-sfugge nei film che interpreta.

Gran bel lavoro, orchestrata epica dedicata agli orfani d’America (leggasi USA), attaccabrighe, schiamazzatori e figli di nessuno, delinquentelli, galeotti, fantasmi incontrati dal nostro demiurgo quando lavorava come sguattero, tassista, lavacessi, benzinaio. Personaggi effimeri, chiaroscurali ma emblematici della stessa America stanca, fumosa, contaminata-illuminata dai neon di stazioni di servizio e motels, a noi tramandata dalla penna (anzi, esclusivamente dalla macchina da scrivere) inquieta di Kerouac , autore-spettatore-attore insieme a Borroughs e Ferlinghetti di un’America ai margini del boom, della decenza, dell’autocommiserazione. Dean Moriarty. Neal Cassidy.

L’ambizioso- ma non pretenzioso trittico ha voluto essere concepito come “un programma radiofonico su onde corte”, senza spazio per il futuro, dove Waits “svuota le tasche” dopo una lunga notte brava (v. stenografico ma ottimo articolo comparso su InSound n. 11, novembre 2006).

Tre poemi dunque, quasi una divina Commedia a rovescio, dove dai blues di Brawlers, fumosi, surreali, ritmici, “cemetery polkas”cui siamo avvezzi, sprofondiamo nel girone dei bastardi, figli di un’America figlia d’un cane dell’ermetico e ruvido Bastards, passando per gli schiamazzatori di Brawlers, che schiamazzato non è ma, anzi, si rivela essere il più riflessivo, denso di ballate, con un Tom Waits menestrello malinconico da pianobar. Tom cantore epico, Tom come Omero, Virgilio, Dante, retoricamente perfetto fin dal sottotitolo, impreziosito dalle assonanze e dall’allitterazione della “b”.

Brawlers è inquieto..........

  0   Article ID : 135
Sonic Youth - Rather Ripped
Inviato da mofa il 20/7/2006 10:28:22 (435 letture)

Prima di accingermi a scrivere questa recensione ho fatto un pò un giro su internet per vedere cosa ne pensa il mondo di questo disco; il risultato è che trovo pareri abbastanza discordanti. In effetti il percorso dei Sonic Youth dall'uscita di Sonic Nurse, e dall'addio al gruppo di O'Rourke, ha cambiato leggermente direzione esplorando sonorità più morbide e riuscendo a trovare linee più melodiche. Dopo venticinque anni di carreira passati a disconoscere la canzone nella forma più conformista sono arrivati a un punto di saturazione tale da disconescere persino se stessi e demolire così il loro straordinario muro sonoro ammorbidendo, e di molto, le loro linee melodiche. Beninteso ci sono, in questo nuovo album, elementi chiaramente noise della loro discografia, partendo da Reena in cui già si avverte un cambiamento, ma in generale Rather Ripped suona abbastanza pop. Prendiamo ad esempio, Turquoise Boy, l’ottava traccia, quella che più mi ha emozionato: è un pezzo con un arpeggio dolcissimo ed un assolo soft rock iniziale, accompagnato dalla tenue voce della Gordon, che si snoda così naturalmente per tre minuti per poi sviluppare un cambio di ritmo lievemente grunge, finendo con pennate decisamente rumorose lasciando campo al refrain iniziale.E’ proprio Kim Gordon al microfono che la fa da padrone, ma senza urlarci dentro anzi, a lei il compito (o la colpa?) di rendere questi brani ancora più dolci e melodici. Thurston Moore non fa cambiare più di tanto la rotta quando tocca a lui cantare, ad esempio, Incinerate, ricordando qualcosa dei Dinosaur Jr.
Inoltre noto che molti degli elementi propriamente noise inseriti nei pezzi risultano terribilmente già sentiti per un fans dei Sonic Youth; beneinteso che tracce in grado di emozionare ci sono ma questo è un disco che non da e non aggiunge niente alla carriera della "gioventù sonica".
Il risultato globale sicuramente non è male ma dai Sonic Youth si ci aspetta qualcosa di più; per questa volta sono perdonati, in 25 anni di carriera hanno fatto scuola e a questo punto trovo che gruppi come Blonde Red Head o i nostri Marlene Kuntz, riescano a esplorare molto più degnamente le atmosfere noise che ci avevano suggerito 25 anni fa.

 

  0   Article ID : 103
Marok e "IG" -“Il Linguaggio delle Murene”
Inviato da mofa il 17/5/2006 9:41:03 (542 letture)

Esce il 25 maggio “Il Linguaggio delle Murene” il nuovo Ep di IG
il progetto di  Ivana Gatti e Gianni Maroccolo

In attesa dell’album che vedrà la luce con l’avanzare dell’autunno, IG, prolifico progetto nato dall’incontro tra Gianni Maroccolo e Ivana Gatti, continua a guadagnare terreno fra le buone note. Dopo la recente uscita del prezioso mini Lp intitolato “Resta”, che ha saputo conquistare pubblico e critica, dopo il raccolto tour che l’ha portato palpitante fra le scene italiane con una line up davvero notevole (Luca Bergia – Marlene Kuntz – alla batteria, Antonio Aiazzi – Litfiba – alla tastiera, Cristiano della Monica – PGR – alle percussioni, Daniela Salvadori – Caravane de Ville – al violoncello), Gianni e Ivana hanno scelto di partorire una nuova, magica creatura.

“Il Linguaggio delle Murene”, questo l’evocativo titolo dell’Ep composto da tre tracce audio e una video, disegna nuovi colori richiama emozioni guidate dal sole, aggiunge altre poesie tra le splendide atmosfere lunari già presenti in “Resta”.
E “Il Linguaggio delle Murene” è anche il titolo della prima canzone, brano multiforme che apre il sipario alle danze primaverili, alla stagione che timidamente sottrae ai graffi dell’inverno i mesi fecondi che per natura le appartengono. Ecco dunque le emozioni germogliare e crescere fra corone di suoni affascinanti e rari, suoni che le sapienti mani di Gianni Maroccolo abilmente creano e cullano facendo fiorire accordi- melodie e una voce dolce, quasi elfica, di Ivana.

Nella rossa luce del crepuscolo si muovono invece le sonorità di “Ancora mordo onde regolari ermetiche”, che riassume il suo corpo nell’acronimo A.M.O.R.E. La femminilità di Ivana intona sensuale l’accelerare dei battiti, li prende per mano con voce capricciosa e felina per farli sfogare  nelle movenze che richiama l’animalità dei più segreti atti d’amore.
Così lontano, così vicino, il passato torna con maggior riverbero in “Don’t cry for me Carcina”, ballata sicuramente più aderente alle ambientazioni sonore del precedente Ep, in cui Ivana racconta il bisogno di spezzare il vizioso filo dell’abitudine e il desiderio di guadagnare un diverso grado di coscienza. Si tratta di un brano nostalgico, dolce e profondo, un brano che parla di lontananza, solitudine e rinascita: una fiaba a lieto fine che Maroccolo esalta attraverso un arrangiamento elegantemente anglosassone.

Come già avvenuto per “Resta”, IG e Alabianca hanno scelto di distribuire e vendere anche “Il Linguaggio delle Murene” esclusivamente on line, attraverso i siti <http://www.giannimaroccolo.com/>www.giannimaroccolo.com e <http://www.alabianca.it/>www.alabianca.it.

IG presenterà presto live il nuovo lavoro discografico.  Per informazioni:  <http://www.barleyarts.com/>www.barleyarts.com

IG è un'alchimia davvero unica e rara, un incontro che ha unito due artisti legati dal solo  amore per la musica e per la libertà che risiede in essa.

nuovo sito on-line:
www.giannimaroccolo.com/ig

  0   Article ID : 83
Socialismo Tascabile_Offlaga Disco Pax
Inviato da mofa il 4/3/2006 2:10:00 (373 letture)

A me all'inizio non piacevano. Mi avevano fatto sentire la canzone di cui hanno anche fatto il clip, Robespierre, e mi sembrava l'ennesima presa per il culo dei comunisti emiliani, stile basso-basso-zelig|stella rossa coglione. Sinceramente il dubbio di questa cosa mi aveva fatto ammosciare le viscere. Poi un pomeriggio mi capita di sentire Kappler, e un po' mi ha commosso, e non è scontato considerando la musica prodotta sopra una batteria elettronica, per definizione "asentimentale". A poco a poco ho ascoltato tutto il disco e me ne sono compiaciuto, o meglio l'ho capito per quello che gli Offlaga volevano comunicare. Si è un disco romantico-socialista, no non è propriamente un disco "impegnato". Per intenderci sono largamente più impegnati i Baustelle, non parliamo poi dei CCCP a cui vengono paragonati. Socialismo tascabile narra la "nostalgia del futuro" promesso negli anni 70' e negato poi fino a rivoltarlo ad annichilirlo. Le idee che cedono ai supermercati, le disillusioni cosmiche, la ghettizzazione dell'impegno, il revisionismo di regime, l'amore adolescente per il sogno, cito da Gaber, di chi pensava di essere felice solo se lo erano anche gli altri. il recitato alla "Massimo Volume" unito a un linguaggio colloquiale compie l'opera mediando tantissimo, ma recuperando su alcune parole-concetto che trascinano tutto il resto. Quando dico che manca l'impegno mi riferisco più che altro alla rassegnazione che impregna un po' tutto e l'atmosfera languida e infiammata che ne discende. Per concludere, è un gran bel lavoro, e se non gradisco più di tanto la musica per il suo gene fondamentalmente digitale (session ritmica), mi piace pensare, megloio mi fa godere che da qualche parte nel mondo c'è un busto di Lenin che piange lacrime bianche come le navi del porto di Arcangelo, contro l'imbecillità trionfante di inizio secolo.

P.S.: l'altro giorno ho sentito due coglioni a Rock Tv che si chiedevano cosa c'entrasse il video dei Baustelle con Rock Tv.. insomma, dopo c'era un pezzo fichissimo dei metallica. Bene cari rincoglioniti, alternativi del cazzo, il Rock è geneticamente sovversione non solo e non soltanto quattro imbecilli che fanno ritmi assurdi e musica magari anche pregevole ma vuota di contenuti, di critica, di passione. Facile no? noi siamo metallari e allora è come se avessimo la tessera del purismo, in nome dell'"impatto" possiamo anche fottercene se la musica è staccatA completamente dalla nostra realtà. Certo la musica, quella musica vi aliena. Esattamente quanto lo fa Gigi D'Alessio con le ragazzine di Napoli. Continuiamo a farci del male dai... A quando uno spot per AN su Rock Tv?

  0   Article ID : 61
Veracrash+intervista ai Not Moving
Inviato da mofa il 1/3/2006 2:00:00 (289 letture)

The Ghost EP - Veracrash (etichetta: Go Down http://www.godownrecords.com//"">www.godownrecords.com)

\"\"http://www.cromatigullio.org/public/portale2006/html/uploads/img4457f25056e2a.jpg/"" 100px\?="" height:="" 100px;="" />Attivi da pochi anni ma già esperti di palchi i Veracrash si presentano al mondo con un EP su Go Down Records, attivissima etichetta dedicata ai suoni stoner del rock\'n\'roll. I Veracrash propongono, nei quattro brani qui contenuti, un solido stoner di matrice Queens Of The Stone Age / Motorpsycho. con qualche influsso grunge nirvaniano nella voce. Non pensiate di trovarvi di fronte agli ennesimi cloni dei Verdena, tutt\'altro. I Veracrash sono molto più desertici anche se una produzione più orientata alle chitarre avrebbe giovato ulteriormente. \"The Ghost EP\" è quindi un bel biglietto da visita per una band che tutti noi ci auguriamo cresca ancora molto. Magari distaccandosi dai paragoni con le band ispiratrici.

Intervista a Dome La Muerte, storico chitarrista dei Not Moving, una delle prime psychobilly-band italiane!

I Not Moving sono stati una delle band più originali nate in Italia negli anni \'80 dal calderone della new wave. Provenienti dalla scena punk, i Not Moving diedero vita ad un suono oscuro e selvaggio, oggi definibile come psychobilly. Di recente riscoperti dalla Area Pirata (http://www.areapirata.com//"">www.areapirata.com) che ha ripubblicato una collection con tutti i loro lavori più alcuni brani dell\'epoca rimasti inediti, ecco un\'intervista a Dome La Muerte, chitarrista della storica band!

  0   Article ID : 59
Trasporto, il nuovo dei VICLARSEN
Inviato da mofa il 15/2/2006 1:50:00 (333 letture)

Li avevamo invitati alla data conclusiva del Festival ’05… era il 19 agosto al Parco Tigullio di Lavagna… c’è ancora adesso chi recrimina per quella decisione e chi la difende, insomma ancora divide come la scelta di spezzare gli spaghetti o farli cuocere interi… a suo tempo c’era chi li aveva incitati a gran voce, insistentemente, sotto il palco, durante tutta la loro esibizione (il fanatismo religioso gioca brutti scherzi!?!) …una cosa è certa i VICLARSEN non avevano lasciato indifferenti: prendere o bestemmiare …di quella sera ho conservato un feticcio: le mie espadrillas, prova del diluvio, zuppa di cordame… un epilogo bagnato: è l’ACQUA (che non è caduta durante tutta la giornata) che ci ha fatto guadagnare l’approdo di casa quella notte… insomma noi si aspettava qualcosa che ci “portasse via” (chi fisicamente, chi mentalmente), troppe le emozioni da smaltire, accumulate dal mattino e dalla sera prima (tanta manovalanza, poca riconoscenza)… ACQUA:esilaranti indugi, gazebo alla deriva, panni stesi, sacchi neri, trasporto d’organi… ed io ancora necessito di ricordi… mai tanto gradite queste NUOVE note… finalmente, targato ritardato, il loro nuovo album…  “Kejko” è il titolo del singolo che, a partire dal 15 febbraio, sarà disponibile gratuitamente - in download o in streaming - accompagnato anche dal video, sul sito www.territoriomusicale.it e ovviamente su www.viclarsen.com . Il cd, prodotto dall'indipendente urbinate PmA records rappresenta il secondo lavoro per il gruppo savonese e fa seguito al  precedente “Abitazione”, uscito nel 2001. “Trasporto” è stato prodotto e registrato con Olivier Manchion, Ulan Bator.

Ecco uno stalcio di presentazione al nuovo disco firmato da Lino Terlati: Con “Trasporto” i Viclarsen danno una bella sferzata a tutto il rock nostrano.  “Trasporto”" è un disco di valore, graffiante, sanguigno, immenso. Alla loro seconda prova il quartetto savonese stupisce per magnetismo ed intensità. Uno sporco rock anfetaminico ma carismatico, inciso con una tecnica sublime che mi ha  ricordato i mai dimenticati God Machine.

  0   Article ID : 53
Ambrosia e Limone- at Olimpio’s grandmother
Inviato da mofa il 7/2/2006 1:50:00 (374 letture)

Ambrosia e Limone- at Olimpio’s grandmother Il suono degli at Olimpio’s grandmother è vicino a quello dei primi Marlene Kunz, suoni violenti, chitarre acide, basso potente e batteria che martella sul quattro quarti, voce affilata come un rasoio che passa dalla nenia all’urlato come un giovane Giovanni Lindo Ferretti, descrivono un punk-noise-post rock rabbioso e immediato. Il sound quasi sgraziato è impreziosito della poesia dei testi in cui la parola viene usata come materia plastica per rappresentare situazioni, stati d’animo e protesta sociale. Il demo “Ambrosia e Limone” è composto di cinque brani: Madonna Perversione, Diari rossi, Le Rivoluzioni di Muccino, Pallottole & Sottane, Luciana Profuma di Molotov. Il primo pezzo inizia con un basso arpeggiato col plettro e la batteria che ricalca le note utilizzando i suoni gravi di tom e timpano, quando attacca il cupo riff di chitarra comincia anche il lungo testo che rinforza l’atmosfera psichedelica (Bianco, ardente, bagnato, pulsante/ cammino strappandomi vesti superflue/ e viziate). Diari Rossi inizia in una nube di chitarre e wah-wah, in cui si inserisce una ritmica precisa e potente che sfocia in una distorsione punk che lascia la presa solo sulle strofe. Belli gli stacchi ritmici in cui il testo recita: “invidio il momento in cui Laura ha scoperto di essere carne/ invidio la preadolescenza femminile che è medioevo”. Le Rivoluzioni di Muccino è un pezzo noise-psichedelico fatto di una parte calma in cui la voce si alterna a una semplice melodia di chitarra mentre sullo sfondo il basso pulsa tra suoni elettrici, ed una seconda parte in cui improvvisamente il pezzo accelera all’estremo mentre la voce urla straziante come farebbe Johnny Rotten. Solo le battute finali si svuotano e si tranquillizzano per lasciar spazio agli ultimi versi (parlare, parlare, parlare/ passiamo più tempo a recensire le nostre azioni/ piuttosto che a viverle). Anche Pallottole & Sottane segue la struttura doppia della canzone precedente, quasi due pezzi in uno: il primo etereo e poetico il secondo violento e rabbioso. Il testo lascia filtrare la rabbia per una storia sentimentale dolorosa, passando prima dall’analisi della partner sbagliata (mio folletto/ sei un aborto di farfalla), per passare all’autoanalisi (Per quanto ancora/ farò finta/ di respirare/ dimenticando che/ le tue pallottole sono/ dentro al mio sterno?). Luciana Profuma di Molotov conclude degnamente un E.P. che ripercorre la strada, fatta di un suono decadente e dell’estrema cura per i testi analitici e provocatori, descritta dai CCCP negli anni ottanta. Una frase che convoglia queste caratteristiche è di certo: “L’ebrezza di masturbarsi - Svelta Luciana, è pronta la cena!-/ -Proibito proibire- ti sussurri dentro lo stomaco http://www.galatine.blogspot.com/

  0   Article ID : 51
I G ..un progetto
Inviato da mofa il 1/12/2005 17:00:00 (291 letture)

IG, Ivana Gatti e Gianni Maroccolo. Una sigla per un progetto che sta assumendo il contorno vago ed insieme deciso di un collettivo, di un'espressione di un coacervo di anime e di animali. Giusto per citare i PGR. E giusto per giusto, anche io mi sento parte del progetto, di questo essere mutante nato come spazio per la melodia che nasce dalla fantasia di Ivana, resa musica da Gianni ed un coacervo di musicisti. Coacervo o composto ensemble di musica moderna. Brandelli di PGR, Marlene Kuntz, Caravane de Ville, Litfiba. Il ritorno di Antonio Aiazzi, due quinti dei Litfiba storici.

  0   Article ID : 25
Baustelle - La malavita
Inviato da mofa il 18/11/2005 22:30:00 (335 letture)

la_malavita.jpgPremesso che, a mio parere, questo è il più bell'album italiano di quest'anno con (ovviamente manco a dirlo) "Ballate per piccole iene", occorre sottolineare come tutto questo discorso previlegi un approggio globale alla "forma canzone" rispetto che so ad una cura più legata alla musica in sé - altrimenti per quanto non lo abbia apprezzato in fondo entrerebbe di diritto nell'elenco anche "Biancosporco", ma il discorso sui Marlene è difficile e controverso.

  0   Article ID : 18


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