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Tigullio Rock Fest -Dome La Muerte and the diggers
Inviato da mofa il 28/7/2008 14:50:54 (558 letture)

  0   Article ID : 223
JESTRAI ROCK CONTEST
Inviato da agostino il 21/11/2007 18:41:53 (647 letture)

La Jestrai (Verdena, Ulan Bator, Let\\\'s Get Lost, Love in Elevator...)sta organizzando un concorso a livello nazionale, che ha l’intento di coinvolgere giovani band e cantautori del panorama musicale emergente.

  0   Article ID : 198
La recensione del 28/07
Inviato da tangacci il 8/8/2007 20:41:04 (571 letture)


a cura di Daniele Guasco pubblicata su www.rocklab.it :

Anche quest'anno il buio musicale estivo del vacanziero golfo del Tigullio viene illuminato per due giorni dal Cromatigullio festival, e questo, da rapallino insoddisfatto, non può che farmi un immenso piacere. Il sole è ancora ben presente così come il caldo in questa seconda serata, manca ancora invece un pubblico (che però arriverà nel giro di un paio d'ore, riempiendo il parco Tigullio verso le 22) ad accogliere i T.s.o., quintetto di Sestri Levante dalle sonorità molto vicine al rock italiano anni '90, forse un po' troppo, ma si lasciano comunque ascoltare grazie particolarmente ai momenti più scuri dei loro brani. Convincono di più i successivi Cellar Door, sempre da Sestri levante. Li avevo già sentiti suonare un paio di volte, e devo dire che han migliorato vistosamente le loro capacità andando a prendere una buona personalità grazie principalmente a una buona versatilità dei brani che pur rimanendo principalmente rock riescono a tenere ben accesa l'attenzione dell'ascoltatore. Un po' troppo confusionari invece gli ultimi rappresentanti dei musicisti tigullini della serata, i God's great banana però dimostrano una buona voglia di creare qualcosa di personale e più che altro denotano amplissimi margini di miglioramento. Il progetto è ancora acerbo, ma le capacità s'è sentito che ci sono (particolarmente nella ricerca delle sonorità) e il frutto maturando potrebbe diventare molto interessante. I protagonisti della serata però sono gli Ulan bator... (leggi tutto)

  0   Article ID : 187
cromatigullio festival - Le foto
Inviato da elle il 1/8/2007 15:49:47 (533 letture)

ciao ragazzi mi sono registrata...finalmente sono qui per postare il mio indirizzo flickr con alcune foto di venerdi sera(ahimè sabato lavoravo e non sono potuta venire) quindi a parte i compliments anche quest'anno per l evento più yeah del tigullio ecco qui il link...tra le foto ce ne sono alcune della serata(poche per ora- anche perche diciamocelo la mi tecnica ancora non ha raggiunto livelli sopraffini)...se qualcuno poi ne volesse altre che mi contatti online...

http://www.flickr.com/photos/catwall/

  0   Article ID : 182
Shellac - Livorno - 01/06/2007
Inviato da CPJones il 31/7/2007 21:50:52 (409 letture)

Era esattamente un anno fa. Maledii la febbre e passai una serataccia pensando che non potevo esserci. Quest’anno non è andata così. E ne sono felice. Perché gli Shellac sono una band che va vista. Che va vissuta. Una band che insegna e una band che non dimentichi.
Il tutto si è svolto al Cage Club di Livorno. Posto piccolo ma davvero carino. Aprono la serata i Three Second Kiss. Trio che non le manda a dire. Propongono musica articolata ma potente. Suonano davvero bene. Mi sono piaciuti molto.
Finito il loro set arrivano Steve albini e compagni che si sistemano il palco e senza dire ne a e ne ba iniziano a suonare. Ed esce esattamente quello che ti aspetti. Bastardaggine allo stato puro. Potenti, secchi, ruvidi, spaziali, deliranti, compatti, matematici, duri.
 Gli Shellac sono tutto questo insieme. L’esibizione è filata liscia, tra balletti, versi di paperette e domande occasionali al pubblico. Hanno fatto tutti i pezzi che un loro fan vorrebbe sentire. Weston e Trainer sono inarrestabili e fanno da sfondo perfetto alle sferragliate della chitarra. E’ difficile descrivere la botta che danno. Sono unici.
E non scherzano per niente.

  0   Article ID : 181
Cromatigullio Dopofestival
Inviato da mofa il 31/7/2007 10:04:19 (437 letture)

tratto da http://zabriskie-matte.blogspot.com/

  E un altro Cromatigullio festival è passato... probabilmente il più patinato, quello vissuto per gli Ulan Bator (che, incredibilmente, non hanno fatto nulla per deludere le aspettative), quello della birra-che-era-buona, dell'ampio parcheggio all'ingresso , del video show con Buster Keaton e l'uovo che rotola, e del gazebo con i numerini . Ma soprattutto, il festival di Ago che si aggira tra la folla indossando un sofisticatissimo costume da preservativo alto circa 2 metri e mezzo e dotato di un congegno di ventilazione interna... beh ora non sto a spiegarvi, credetemi sulla parola...
... una postilla, senza commettere ingiustizie nei confronti di nessuno, specialmente di chi non ho sentito, posso tranquillamente affermare che i God's Great Banana sono veramente ma veramente godibiliSSimi!

  0   Article ID : 180
ma quanto è bella Carmen. Italiawave 2007
Inviato da ravinskij il 25/7/2007 12:36:32 (2094 letture)

E' tutta colpa della Fede. Siamo partiti verso le 6 e mezza, giornata di sole domenica, variazioni, preoccupazioni a tratti. Tutti ci hanno tirato il culo ma siamo partiti lo stesso. Sesto fiorentino, dove hanno recluso l'ex arezzowave, è una periferia industriale di firenze. la musica rock (specie poi se post- o noise o alternativa) a firenze come a genova (goa boa) viene confinata in luoghi brutti e anestetici. Chi comanda non crede molto alla portata culturale della cosa. A chi comanda interessa solo togliersi il dente, e rinchiudere qualche migliaio di persone sgradite in uno spazio chiuso in un prato, circondato da sbirri di ogni forma e colore. Mentre prendevamo il biglietto, il nostro aspetto vagamente aristopunk deve avere comunicato impressioni negative ai suddetti che ci hanno annusato per mezzo dei cani. E comunque siamo entrati. Fiera, due palchi, quello grosso è bello e imponente. Ho rischiato di acquistare una maglietta bellissima con un albero che aveva da una parte un'altalena con bambina e dall'altra un impiccato. Bob geldof è stato ridicolo. C'è un gruppo in un capannone che fa rock divertente e molto tirato. proz qualcuno farà anche il nome.
La fede è agitata, e un po' mi agita anche a me. Ho molti pregiudizi su questo concerto, trovo inconciliabili il palco dell'arezzowave con festivalbar, mtv con la canzone d'autore, la gente che mi circonda mentre siamo a pochi metri dal palco con me. A mezzanotte dopo i rintocchi inizia. Molte canzoni le sento per la prima volta. Ho addosso gli occhiali scuri per essere diverso da tutti. Così è solo per me che una fata bellissima canta canzoni strane, ognuna di quelle che mi colpisce racconta una vita, un nome, e il tempo scorre tra Matilde, MariaCatena, Contessa Miseria e Carmen che mi parla di sé (secondo me alla ragazza piace fabrizio e se è così è solo un merito). La prima parte è un po' lenta, nella seconda mi lascio proprio sedurre. Probabilmente il set è molto acustico rispetto agli album, ma i musicisti sono eccezionali. Non riesco a smettere di guardare lo schermo per vederle a tratti gli occhi. guardo la gente, le loro facce, mi chiedo se per loro è come per me. Poi finisce. Guardo la fede, lei scuote la testa e mi fa capire che rientrerà, deve rientrare. Infatti arriva da sola e per chitarra nuda esegue il pezzo che sto sentendo ininterrottamente da due giorni. Vabbè sono romantico. Poi se ne va. E ce ne andiamo anche noi da quel drogaio presidiato dalle quattro forze armate in cui si è ridotto il mitico Arezzowave. Quello dei primi marlene, dei primi after, dei blonderedhead. A firenze verso le 3 mi hanno fregato un braccialetto d'oro dei ragazzetti marocchini, non me la sono data, la situazione era onirica. ho suonato davanti a Dante a Santa Croce. L'alba l'ho vista in Versilia al ritorno. Mi sono girato verso la fede che dormiva in una posizione indescrivibile, aveva un'espressione felice però. E lo ero anch'io, distrutto e felice.

  0   Article ID : 178
La notte che cadde il governo, gli Eagles of death metal
Inviato da ravinskij il 23/2/2007 11:21:53 (1977 letture)

Togliamoci subito il dente. Sono arrivato al transilvania a bordo del potente mezzo di johnny figueira, in questa semi piovosa notte di milano. Davanti a noi in fondo alla via c'è San Siro. Il posto ha qualcosa di romantico, ed è veramente squallido. Il locale è carino il giusto, onestamente, nulla di immaginabile dalle nostre parti. Poca moda, molto anticonformismoconformista in salsa brandnew. C'è una tipa che sta cantando sul palco, con le treccione. prendo una vodka. I tipi di cui non ricordo il nome hanno stile, zarri al limite del buon gusto, ma stilosi. E poi mi sono sempre piaciute le tipe con le treccie. Quando attacca Jesse io perdo gli altri, non si può fumare e si fuma lo stesso. Dico almeno 20 minuti di fuoco, pezzi che non conoscevo o conoscevo poco, il primo album. Fuoco. Rock. Fottere. Le loro groupies sono dei troioni che non avrebbero noia da questa definizione. I loro troioni, la loro estetica è più o meno ciò che trasmette la loro musica. Alla fine è difficile essere depressi lì dentro, infatti fallendo anche in questo, non ci riesco. Menzione di merito per Filo P che era un sosia. Poi jesse secondo me c'ha un po' mollato. E io ho cominciato a pensare a Berlusconi. Tutto quello che vedo sembra andare in un'unica direzione da tempo. sembra che per quanto si faccia resistenza, per quanto si spinga qualche minima deviazione tutto vada per un verso solo. Da queste piccole bambine che si vestono e scimmiottano tipe di trentanni fino ad arrivare a gente che dice "bisogna mettersi delle testate nucleari in casa, perchè alla fine glielo ha promesso Berlusconi" ecco lì di nuovo lui, è sempre colpa sua. povero. cioè io ti voto per non fare quello che Lui faceva e tu lo fai lo stesso perchè devi onorare le sue promesse. MA VAFFANCULO. Con questo, l'unica risposta che viene a me è continuare a guardare triste il degrado. cantare il disfacimento. Ma mentre penso quest'ultima cosa, sul palco si sono ripresi atomicamente e per il finale viene giù tutto. C'è un tanga sul microfono. Il tipo continua a scoparsi la chitarra con un cinismo splendente. Sono estasiato. La ciclotimia mi offre varie gamme di umori estremi da provare e ne faccio ampio uso. Il viaggio di ritorno l'ho fatto con the bends. Sono anche stato accusato di essere pop. ma ero ebbro e molto solo dove ero, così non ci ho poi molto riflettuto. In fondo "i want you so hard" è proprio una bella frase che sta bene sia in un film porno sia quando chiudi gli occhi prima di dormire. Buona notte italia.

  0   Article ID : 154
EAGLES OF DEATH METAL live @ TRANSILVANIA, Milano
Inviato da gloria il 23/2/2007 11:11:14 (2578 letture)

EAGLES OF DEATH METAL live @ TRANSILVANIA, Milano

21 febbraio 2007

di Gloria Carabbio

Se la tua tipa ti ha scaricato e sei più a terra di una gomma bucata, non rifiutare mai l'invito di un vecchio compagno di scuola che ti viene a cercare dopo tanto tempo per fare una session, anzi, una Desert Session, specie se quel tuo vecchio amico si chiama Josh Homme. Nasce così, nel lontano 1998, tra il seppellimento degli Screaming Trees e l'ascesa dei possenti Kyuss, l'ennesimo side project del vulcanico Homme, ribattezzatosi Carlo von Sexron per curarne l'esordio alla produzione e alla batteria per "Peace Love Death Metal", uscito nel 2004 per la sua Rekords Rekords Album e per la AntAcidAudio di Mike Patton. Ad una condizione, però, stavolta: nessun virtuoso compiacimento, nessun brain (e guitar) storming di mostri sacri sopravvissuti alla morte del grunge degli anni 90 (per niente negli USA sono famosissimi per aver concesso molti dei loro pezzi a spot di prodotti del calibro di Nissan, Bud Beer e Playstation2). Unico obiettivo del curioso quartetto californiano è "to make little Richard proud delivering you to Death by sexy", in una parola suonare per il puro gusto di having a good time, rendendo uno sgangherato ma sincero omaggio a country, blues e hillbilly. Il risultato è uno show spassoso e dissacrante, capitanato dall'enigmatico e geniale frontman Jesse "The Devil"/"Boots Electric" Huge, esplosiva, tarantiniana miscela tra il protagonista di Boogie Nights, Prince in version cowboy, il Little Richard più esuberante che possiate immaginare e dotato di carica sexy alla Village People. Tra un falsetto, un colpo di pettine e qualche cavalcata energica che ammicca alle donzelle ululanti nelle prime file, l'organico sembra un pazzesco collage di personaggi dei fumetti o dei b-movie degli anni 60 e comprende anche il chitarrista David Catching, dal look spiccatamente startrekkiano, un tenebroso bassista che risponde al nome per niente casuale di "Big Hands" O'Connor e il batterista pneumatico Gene Trautmann, tutti magicamente fuoriusciti dal cappello a cilindro del diabolico trio Homme-Grohl-Olivieri.

Le Aquile non si sono di certo smentite questo mercoledì sera al Transilvania di Milano, intrattenendo il pubblico (tra cui un misterioso Morgan dei Bluvertigo camuffato sotto acconciatura e copricapo alla Lemmy dei Motorhead versione acustica...ma io l'ho beccato!!!) con la giusta dose di stoner garage groove e senso dell'umorismo, grazie agli sketch deliranti del baffuto Jesse, ora intento ad aggiustarsi l'acconciatura, ora a raccogliere gli slip piovuti sul palco. Cavalcando la sua Maton guitar rosso fiammante sfodera pochi, sporchi ma, come i suoi falsetti, indelebili riff su "Speaking in tongues", "I like to move in the night", "Bad dream mama" e le immancabili "I got a feelin' (Just nineteen)", "Only want you" e "I want you so hard (Boy's bad news)" che lo ha consacrato al nostro immaginario rock collettivo, resa ancor più geniale dal baritonale intervento alla voce da parte del bassista nel ritornello. Non si prenderanno sul serio ma convincono, giocano col blues e col billy su "Kiss the devil" ed incendiano il locale con alcune originali cover eseguite in maniera personale ma esplosiva, da una "Stuck in the middle with you" degli Stealer's Wheel, di tarantiniana memoria, trasformata per l'occasione in una "Stuck in the metal", per poi accontentare anche i più nostalgici con "Beat on the Brat" dei Ramones in versione slow-sexy. Dulcis in fundo, la stonesiana cover di "Brown Sugar" riproposta in chiave fuzz e con la consueta verve sbruffonesca di quell'autentico animale da palco che si rivela il frontman che finora conoscevamo solo da dietro lo schermo della tivvù... Spread the peace, love and death metal...

inciso grafico >>> il poster sopra è di MALLEUS: http://www.gigposters.com/designer/1176_Malleus.html
http://www.malleusdelic.com/ <<< tngcc

  0   Article ID : 153
Neville Staple, un'oscura notte di pioggia
Inviato da ravinskij il 17/2/2007 11:32:24 (961 letture)

Sanvalentino in paese è stato proprio un giorno di merda. Ieri si parlava con gli amici delle loro scopate "legali" e benedette dal sacro e fittizio vincolo della coppia che ricalca in tutto, gelosie e corna comprese, il matrimonio. Io amici miei a sanvalentino non ho proprio fatto un cazzo.. certo anche io pensavo a delle femmine quella sera e sopperivo alla mancanza di un oggetto a cui parlare incisioni di cuori sulle labbra, spandevo parole bellissime nell'etere a una mia piccola amica. Ora sto ascoltando hotelcalifornia, quella sera a un certo punto avevo la faccia di Bogart in Casablanca quando sta aspettando Ingrid con la bottiglia di whisky vicino - suonala ancora sam per lei l'hai suonata, suonala anche per me.. -. Io non bevo whisky da quasi dieci anni. Ma con la vodka ci vado discretamente d'accordo. E così, dicevamo, a sanvalentino, le strade desolate anche di coppiette, suggerivano una conclusione di serata per nulla catartica, considerando che l'unica canzone che mi girava in testa era ineluttabile dei marlene - chi conosce apprezzerà. Ma attenzione! a un tratto vicende stravaganti mi hanno convinto dell'opportunità di andare in piscina, c'è un concerto andiamo in piscina. C'è un concerto, vedrò qualcuno, meglio di questo mi dico. Andiamo dunque e dentro c'è una specie di festa. C'è sto neville, sto negrone simpatico e potente che fa ska, reggae, ogni tanto ci infila del blues. Musicisti perfetti, compreso il corista panzone ubriacone che si è conquistato la mia stima istantaneamente. Ora chiariamoci non è che sono diventato felice di colpo, ma per lo meno l'umore è drasticamente migliorato verso un sereno variabile, che è cresciuto lentamente, ma con soddisfazione fino alla fine. Batterista giovane e matto assolutamente gradevole. Mancava forse una quarantina di persone, forse no. in fondo era sanvalentino e la gente normale scopa dopo aver pagato il proprio debito alla propria inveterata borghesia perugina. Neville finisce lo spettacolo in mezzo ai ragazzi. Io mi adagio alle transenne. Mentre sono lì penso, sabato ci sarà molta più gente qui. C'è ancora così tanto da fare. insomma il concetto è come al solito una glorificazione della musica dal vivo in tutte le sue forme, come farmaco dell'umore. L'ho provato anche ieri sera, clandestinamente infatti abbiamo ripreso a suonare nei locali compiendo atti di pirateria aggredendo il morbido e squassante silenzio delle radio pop accese. Quanto è invincibile la mia chitarrina classica o il legnone di Johnny Figueira. Ok basta cazzate, se siete dei brigatisti non fate i pagliacci per favore! non fatevi deviare! non lasciate oggetti pronti all'uso senza che vengano usati se non volete passare proprio per dei coglioni, il che diciamocelo tra noi contribuisce molto al venir meno della poesia. Questo articolo è strettamente dedicato a chi ha scopato a sanvalentino. e a quei ragazzacci della digos. e a quel birbante che materialmente si è intascato le "bottiglie molotov" della Diaz, facendo così sparire le prove. e perchè no? pure ad Andreotti. Mi sto convincendo che la chiesa dovrebbe riprendersi tutto il potere temporale già perduto.

  0   Article ID : 152
"Grazie Copenhagen". gli afterhours il 10 dicembre
Inviato da ravinskij il 12/12/2006 16:45:15 (374 letture)

Il ponte dell'immacolata è stato parecchio turbolento, con la gente di Milano è tornata giù un bel pò di vita, e non se ne vedeva l'ombra da un pezzo. Così giunge anche domenica e il concerto più atteso della stagione per i fanatici. Io ho fatto finta di niente, gli eventi mi crollavano addosso, e mi sono parecchio distratto fino a quando un po' a malincuore mi sono ritrovato fuori dalla piscina per il soundcheck. Pulminone da trasferta fuori dal locale. I tipi sono affabili, guardando la cosa distaccato noto la professionalità dei gesti, anche quando scherzano o si prendono per il culo. Manuel è abbastanza duce. Il bassista pone le basi per aggiudicarsi il premio Stile della serata. Gli altri sembrano un po' appannati, ma Prette è l'immagine di un'inflessibile serietà. Prima di andare a mangiare per tornare poi, scorribando in centro a sestri alla ricerca di due banane da portare in Piscina. Qualcuno sa perchè. Ore dopo sono tra la calca, ho dimenticato tutto e maledico di non essere ubriaco. Con uno stratagemma mi ritrovo dentro, è pieno di gente - non abbastanza a quanto pare -, Giovanni ha già iniziato a suonare. Fa pezzi alla loureed ed è vestito come loureed così uno non si può sbagliare. Ovviamente quel genere di loureed che ti lascia l'amaro nel fegato. Sono a metà sala, adesso qualche mormorio segnala l'ingresso da dietro le tende. Io Piccio Johnny e Matt andiamo avanti, gli altri li perdo, ma so che hanno passato una bella serata.. Quando attaccano è veramente il delirio. La gente è calda ve lo assicuro perchè siamo un popolo di amabili scuriti del cazzo e quando c'è da far caldo si vede. E si è visto perdio. Lasciami leccare l'adrenalina è il pezzo in cui mi rendo conto di essere vicino alle transenne. Piccio vola sopra la gente poco dopo seguito di lì a poco da johnny. I pezzi vecchi si succedono. Tutto fa un po' male, penso, mi spiace per chi non c'è e voleva esserci. Penso mi spiace che non ci sia chi vorrei io. Mi lascio andare. Non ricordo che pezzo fosse quando anch'io sono volato in aria - mi scuso un casino se ho fatto male a qualcuno. Temo di avere delle vertebre rotte. Ovviamente c'è un coglione di fianco che non è qui per il concerto e un po' vorrebbe pure rovinarmelo. Ma non ce la fa. Devo dare l'impressione di essere completamente robboso, sono ubriaco di sudore mio e altrui, non c'è aria, e mi fa rabbia il bassista da quanto è stiloso. Ricordo il sangue di giuda, a rebour, johnny mi tocca la spalla quando fanno oceano di gomma. E' il primo momento di calma e siamo quasi alla fine. Mi giro e vedo tutti gli altri, sono tutti lì. Satellite of love è presentato come un pezzo di Elio, "Grazie Elio!" "Grazie anche per questo" risponde Manuel. Forse non aveva voce, forse era pure un po' malaticcio, ma è stata una figata, chi lo ha visto per la prima volta ha goduto. E io lo so cosa vuol dire. Mi hanno già chiesto dischi. Comunque la gara nella band se la sta per aggiudicare il bassista, il concerto è alla fine e Manuel li presenta per nome ad uno ad uno. E' la fine e Agnelli dice "e io mi chiamo Manuel, ciao". P.S.: Menzione di merito alle volenterose che hanno assediato il gruppo dopo il concerto fino alle 2 passate, quando ormai il paese si era arreso al suo destino inutile. Ma chi c'era sa chi è l'unica in grado di fare la groupie a Sestri. Vi lascerò con questo interrogativo.

  0   Article ID : 137
Avete presente un ciclone? Le Ian Fays
Inviato da ravinskij il 21/11/2006 12:36:21 (342 letture)

Tra qualche giorno compio 27 anni. Venerdì ho suonato in piscina, cosa che è stata bellissima di per sè, ma che non ha nulla a che vedere con ciò che è successo poi. Le Ian Fays fanno una roba tipo Belle&sebastian, tipo loureed nella fase "mi sparo in vena, ma in finale ci rido sopra", la casa che le produce e che produce anche i sodastream in fondo coglie di nuovo nello stesso tipo di sonorità, serenità valium e qualche goccia di vodka. Però loro sono 4 donne e 1 batterista. La tipa bionda delle fotografie non c'era, se la sono lasciata in Kalifornia. Se non ho capito male Sara e Lizz non hanno votato per i repubblicani. Lo so che non c'entra, ma in realtà c'entra, perchè hanno delle voci splendide e intense, lacrimevoli e spaesate, e lo smarrimento esteticamente richiede una certa dose di incertezza spirituale. Cosa che ovviamente non si può trovare nella destra americana. Ieri ho passato il tempo mentre viaggiavo ad ascoltare l'album e ho avuto modo di farmi tradurre i testi dei pezzi. E qui tendo a ribadire quanto ho detto di loureed sopra aggiungendo però che quelle cose lì dette da faccine da angelo ti lasciano inerme, scatenano più di un senso paterno. Vi assicuro che questo è provato da tutte le persone che hanno avuto modo di ascoltare senza pregiudizi e con attenzione. Chiaramente c'è anche chi non ha gradito. Lo so alcuni di noi sono dei duri scagnozzi che certe cose non le capiscono.. ma che male c'è a lasciarsi leccare dalla musica quando si hanno delle ferite? e le Ian Fays ci riescono bene. So che qualcuno vorrebbe dei resoconti più dettagliati di altri aspetti. ma vedrete, qualcosa è cambiato. Tra qualche giorno compio gli anni, è passato un ciclone e qualcosa è cambiato.

  0   Article ID : 129
Che cazzo c'entrano i Franz Ferdinand? - Sodastream in piscina
Inviato da ravinskij il 11/11/2006 16:16:16 (646 letture)

Ho raggiunto la maturità per capire che affrontare un concerto senza conoscere almeno vagamente i pezzi è un po' una stronzata. Ogni tanto ci ricado. Chiedo a qualcuno, ma prima poi mi ricorderò chi era, che genere fanno.. mi dicono tipo Franz Ferdinand. Dico vado a vedere un gruppo tipo FF ai miei amici. I tipi mi dicono essere australiani, ma ormai non sono più sicuro di nulla. Fatto sta che arrivo in Piscina col codazzo di scansafatiche tipico mio, mi sorprendo a trovare un sacco di gente perchè il concerto è a pagamento. Ma sono contento. Purtroppo mi son perso il gruppo prima di cui sento solo l'ultimo pezzo da distante e subisco un imperfetta acustica in modo passivo. Pausa siga dalla Madonnina. Qualche atto vandalico alla moda al ritorno ma senza cadere nel cliche superato delle svastiche sgrammaticate e si rientra. Ci sono due tipi sul palco. Un'acustica e un contrabbasso. Una bella musica. Se avete colto l'integrità della band forse vi aiuta sapere cosa mi hanno fatto venire in mente (in ordine di apparizione mentale): vanmorrison, nickcave, vocethomyorke, nickdrake, cohen. Niente FF. L'atmosfera è molto positiva ma è musica da innamorati e allora ci vado un po' sotto, in maniera dolce e lentissima, ma quando esco di lì sono praticamente ubriaco marcio. Mi ricordo che ho percorso il viale del ritorno ondeggiando agli aliti del vento freddo. Poi due Montenegrini feroci, all'altezza del millelire, mi hanno segato le gambe e la serata. La morale di questa favola è: se siete innamorati ascoltatevi i sodastream perchè sono proprio bravi ed è stato un bel concerto. Se no, e li andate a vedere lo stesso puntate a tornare a casa vivi.

  0   Article ID : 125
la prima corsa MARTIGENOVAPRATOBUDAPEST
Inviato da ravinskij il 28/10/2006 22:32:13 (357 letture)

Ieri sera esco con amici e, dopo i primi botti preserali, mi sono ritrovato in un malfamato locale sestrese in attesa di evoluzioni impreviste alla serata. Possibilmente vogliamo una svolta sempre, non necessariamente di venerdì sera. Certo l'atmosfera non è delle migliori, la gente è poca, i ricordi della pure recente estate fanno diventare lo spettacolo umano squallido più del solito. Insomma i ragazzi dopo aver bevuto abbastanza vengono informati che mi accompagneranno a vedere Marti in piscina. I ragazzi sono svogliati e in verità vorrebbero continuare a ammuffire al tavolo, che certo ha le sue comodità. Ma infine siamo arrivati al concerto. Come al solito l'atmosfera era ottima, malinconica-glam-indie il giusto. Marti è proprio come ce lo si poteva immaginare dal manifesto, è proprio uno scurito, molto charme, bella voce e un modo intenso di interpretare. La band è molto passionale con fiati basso contrabbasso tastiera chitarra batteria. Nota personale: Il chitarrista è uno stiloso. La bassista-contrabbassista non può che essere stilosissima. In finale è stata una piacevole sorpresa. Buona la prima. P.S. : Dispiace vedere nella gente in generale un distacco irragionevole verso ciò che può diversificare un minimo la vita, più che una serata qualsiasi. Ma alla fine è tutta un'omelia ipocrita, non è vero?

  0   Article ID : 120
18-19/08 CROMA*FESTIVAL: brandelli personali
Inviato da tangacci il 30/9/2006 18:35:59 (3863 letture)

D-o-p-o aver smascherato il maniaco dell’ascensore, resta fitto il mistero che avvolge il recensore del parco e la sua molle latitanza… e così siamo rimasti senza parole per descrivere un evento che valeva più di tutti ricordare e celebrare… buñuel diceva che “si deve cominciare a perdere la memoria, anche solo brandelli di ricordi, per capire che in essa consiste la vita” ed ecco che mi ritrovo alle porte di ottobre, serenamente smemorato e sbollito dall'isteria di quei giorni... un ricordo lontano le fascette nere, gli sbattimenti, gli allestimenti, i capricci ed i cannicci… Volontariato = negative conferme e generose sorprese... Senatori e suonatori… Chi fa chi??? è chiaro!!! E chi fa cosa??? … un po’ meno… queste le premesse… e il risultato??? Cosa è stato per me il festival CROMA??? Notti e note indipendenti, gli onanisti psicadelici con graziosa bassista al seguito, i furiosi omini dimensionali, il reading, karma k e strip silence, il gazebo multimediale, i bucanieri del luppolo, mister audio e signora… e il gentilissimo pubblico accorso!!! …conservo la modesta speranza che ci sarà una terza edizione, migliore … chissà...

Vi rimando ad una recensione vera del festival al seguente link: http://www.rocklab.it/concert.php?id=201 …dopo averla letta fatevi un giro tra le pagine del sito che la ospita… merita davvero!!! Ricchi premi e cottonfiòk…  è tempo di nuovi ascolti…

  0   Article ID : 116
Gli Afterhours a Genova_mi son chiesto perchè non venivano giù i muri_
Inviato da ravinskij il 8/9/2006 17:10:32 (967 letture)

Festa dell'unità di Genova, che merita un articolo a parte e lo avrà, comunque sia i fianco allo stand del basko c'è questo padiglione cavo dove hanno montato un palco dignitoso, ma ridicolo ad esempio in confronto a quello dell'anno scorso (Goa) e di due anni fa(toratora). Tutt'intorno gli avventori vari del mercato dell'Unità, quasi infastiditi da questo pericoloso assembramento di tossici e mignotte (visione standard dei ventenni da parte di vecchio normointelligenzadotato), lasciano il vuoto. Faccio la coda per avere una bottiglietta d'acqua e un cassiere stronzo mi scurisce perchè non mi vuole cambiare i 50 che gli ho prontamente presentato. Questo è un dettaglio importante per farsi un'idea dello stato mentale in cui sono entrato a vedere il gruppo spalla. Marco Notari è bravo, è volenteroso e ha il difetto di aver ascoltato troppo i verdena per sonorità e voce, ma in fondo mi è proprio sembrato un bravocristo, prestazione dignitosa e in fondo c'è sempre de peggio.. Poi Marco se ne và, passa qualche minuto, troppi minuti e in un'acustica infelice concepita spazialmente solo da uno che attribuisce al termine concerto il significato di "arena per sottosviluppati, ma dato che siamo progressisti e che pure i ggiovani votano, diamogliela vah!", ecco attaccano sti maiali. Formazione innovativa con nuovo bassista e tastierista clarinettista. Menzione speciale per il bassista che ripiglia i fasti mentali e scenici del mai dimenticato Xabier. Tutto sommato i suoni c'erano, qualche fischio ogni tanto, ma Manuel era in serata, simpatico e divertente come mai lo avevo visto. Grinta pazzesca per tutti. Scaletta, che molti temevano in inglese, è, salvo due pezzi, completamente in italiano ed è diciamolo un bel dito nel culo per tutti i fan. Quando ha fatto "Come vorrei", mi sarei messo a piangere, e in più di una occasione ho corso il rischio di avere un oragasmo. Alla fine quando me ne sto per andare lo stereo fa partire "the long e winding road", passa un minuto la gente è ancora ferma anche se hanno già fatto un considerevole bis, sti porci schifosi rientrano e si mettono a farla con Manuel al piano. Adorabile. Si chiude con male di miele, ma prima aveva fatto dentro marilyn. Cosa dire? ho goduto. Malgrado tutto a mio onesto parere sono la unica band italiana capace di serate come ieri sera. E' stato bellissimo anche perchè erano proprio contenti. C'è solo un Agnelli in italia.

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Goran Bregovic - Viareggio 12/08/06
Inviato da mofa il 14/8/2006 14:53:24 (474 letture)

Serata decisamente Balcanica, anche per il clima e la tempesta di fulmini e vento che imperversava sulla cittadella del carnevale di Viareggio. Posti a sedere e tanta gente. Dai due lati dell'arena arrivano i corni le trombe e i tromboni della "weddings and funeral orchestra" intonando le prime note del concerto: maestosi e inaspettati, confluiscono verso il palco intonando ancora quache nota e poi arriva lui, Bregovic, vestito bianco da direttore d'orchestra ,e le coriste macedone in costume popolare. Saluta il pubblico con un discreto italiano. Lo spettacolo innizia con pezzi tratti dalle colonne sonore de "il tempo dei gitani" e "underground" scritte da lui per i film del suo connazionale Emir Custuriza.
L'atmosfera si riscalda i ritmi man mano diventano sempre più incalzanti. La gente scivola sotto il palco, danzano, si alza in piedi sulle sedie, ognuno é contagiato. Tutto il pubblico, prima compìto, ora é trasportato dai ritmi Gitani dell'enseble serbo-croata.
Finisce il concerto con la travolgente kalashnikov dopo aver alternato dolci canti popolari come Ederlezi con ritmi sfrenati delle ballate popolari balcaniche. Immenso scanzonato e travolgente, uno dei più bei concerti che ho visto quest' anno.

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  0   Article ID : 110
Giulio Casale omaggia Giorgio Gaber
Inviato da tangacci il 12/8/2006 3:58:13 (2800 letture)

10/08/06: Gita serale destinazione Bobbio, borgo piacentino, kilometri di bollito, raccomandazioni (“Non leggere in macchina!”) e stelle confuse dalle percentuali. Un seducente selciato ci conduce in piazza del Duomo alla presenza di Giulio Casale, leader degli Estra, gruppo rock veneto, quasi perfettamente sconosciuto! In programma ci sono le rivisitazioni di G.Gaber: nascono elastici ed autentici sorrisi! Imita e si contorce, fedele e sarcastico, fa commedia con e senza chitarra, asseconda correnti elettriche e basi registrate. Canta, recita e pesca nel repertorio di cose “vecchieSEMPREattuali”: LA PISTOLA, I PADRI MIEI, I PADRI TUOI, LA FESTA, SALVIAMO ‘STO PAESE, SHAMPOO, LE ELEZIONI… Alla fine lo spettacolo si chiude con “Halleluia” di Coen, alla maniera di Jeff Buckley: “Scioccante!” commenta, ad estrazione conclusa, lo speaker della lotteria prima di affettare salame e caciotta per la gioventù forestiera.   Al ritorno si contano le curve ed i crinali: è la destinazione che suona come un desiderio ostinato…    

Info su: http://www.giuliocasale.it/ ; http://www.giorgiogaber.org

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Concerto Massive Attack (Max)
Inviato da CPJones il 27/7/2006 13:44:42 (642 letture)

Lucca, 20/07/06

Giusto il tempo di parcheggiare e di fare il tragitto a piedi. Serata caldissima. Sono arrivato a pelo per sentire le prime note di basso di Rising Son. Dai Massive Attack non ci si poteva aspettare apertura migliore. Acustica perfetta e palco bellissimo con due maxischermi ai lati e dei pannelli luminosi dietro che sicuramente hanno impreziosito l’esibizione già psichedelica di suo. In ogni caso la band di Bristol non ha tradito le aspettative. Line up abbastanza numerosa con cinque musicisti fissi e altri cinque (tra cui Robert del Naja, in arte 3D, che è l’unico sopravvissuto della formazione originale) che si sono alternati alla voce. Il concerto non è stato particolarmente lungo (un’ora e mezza) ma a mio parere è stato praticamente perfetto. Una cosa che mi ha lasciato assolutamente sconcertato è stata la quasi totale assenza di basi. Ogni piccolo particolare (soprattutto ritmico) è stato suonato. Presenti infatti due batterie di cui una effettata. La scaletta è stata ineccepibile. Hanno suonato tutti i loro pezzi migliori (KarmaKoma Angel, Teardrop, Inertia Creeps, Safe from Harm, Future Proof ecc.) con una vena rock che mai mi sarei aspettato dai cosiddetti inventori del trip hop, del Bristol sound. Ci sono stati momenti di assoluta leggerezza, in cui ci si ritrovava a galleggiare tra gocce di suono, melodie scure e voci caldissime, e momenti in cui sembrava che l’impianto dovesse esplodere da un momento all’altro, tutto aiutato da un chitarra affilatissima e dai batteristi che sicuramente non ci sono andati tanto per il sottile. E il tutto sempre sorretto da un basso pesante e profondo, che ha macinato note dall'inizio alla fine. La band ha anche manifestato il suo dissenso nei confronti dei conflitti armati, con l’ausilio dei pannelli luminosi dello sfondo, facendo scorrere dati su persone uccise, soldi spesi in armi ecc. Grandissimo concerto e grandissima band. Il pienone di Piazza Napoleone se lo sono proprio meritato.

  0   Article ID : 104
Violent Femmes Bologna (di Max)
Inviato da CPJones il 14/6/2006 13:21:56 (538 letture)

  Due macchinate. Quasi 600 Km tra andata e ritorno. E’ il primo Giugno. La meta è Bologna, e più precisamente l’ Estragon. A dieci anni dalla loro ultima volta in Italia e a 25 anni dall’uscita del loro primo disco, signore e signori, ecco a voi i Violent Femmes. Eh già. Molti di voi non li conoscono neanche, ma per molti altri è sicuramente un evento. Il trio di Milwakee concede però ai nostrani Cut di fargli da spalla. Sicuramente energica l’esibizione dei Cut, ma la formazione con due chitarre e batteria lascia un po’ a desiderare sul piano dell’esecuzione. Un rock’roll sicuramente più punk che roll estremamente caotico. Neanche una costola della Blues Explosion. Meglio quando avevano la cantante. Una bella biondina in abiti estremamente succinti. Ma tornando a noi, finalmente iniziano. Formazione originale con Gordon Gano voce chitarra e violino, Brian Ritchie al basso e Victor DeLorenzo alla batteria. A fare da supporto a seconda dell’esigenza del pezzo i consueti “Horns of dilemma” presenti negli anni sia su disco che dal vivo seppur cambiando elementi, con percussioni e mandolino. Sinceramente, fino a un minuto prima che iniziassero non sapevo cosa aspettarmi, ma da subito il sound si è confermato quello di sempre. La voce di Gano non è cambiata di una virgola dal primo disco. Il loro mix di generi Old America (dal country al bluegrass) si è riconfermato davvero unico. In pratica è stata una rassegna di pezzi dall’omonimo e da Hallowed Ground (loro miglior disco a mio parere). “Add it up”, “Gone Daddy gone”, “Kiss Off”, “Please Do Not Go e ancora “Country death song”, “I hear the rain” , “Jesus walking on the water”, “Black Girls” e la struggente “I Know It\'s True But I\'m Sorry To Say”. A sorpresa anche la cover dei T-Rex “Children of the revolution” e un pezzo in italiano dal titolo “La follia”. Bellissima anche \"Good Feeling\" con Gano che imbraccia il violino a discapito della chitarra. Il vero showman si è rivelato il batterista, che, suonando in piedi, non ha smesso un attimo di ballare e agitarsi interagendo col pubblico. Set alla Velvet (timpano, rullante e un piatto) senza grancassa (sopperita dalla percussione) Più timida come presenza quella di Gordon Gano che con classe ormai masticata ha cantato molto bene e si è fatto sentire alla chitarra con le sue ritmiche graffianti. Il bassista potentissimo sia come presenza che come suono ha alternato l’uso di basso acustico, elettrico e stick, sempre con groove da vendere. Una band da strada che negli anni non ha sicuramente perso vigore e ispirazione. Sincera, genuina e capace di proporre in chiave decisamente moderna e innovativa (ancora oggi) generi che stanno cadendo un po’ nel dimenticatoio. Da sottolineare anche i momenti noise del basso che con l’ausilio di una distorsione terrificante ha rischiato di far crollare la struttura davanti al pubblico attonito. Io personalmente concerti così autentici ne ho visto pochi e se tornassero passerei volentieri altre 2 ore ballando e cantando.

  2   Article ID : 88
Silenzio, non fate casino sui prossimi due pezzi.. I Marlene a Sestri
Inviato da mofa il 21/3/2006 2:20:00 (415 letture)

15 marzo. ore 19.05 circa. Piscina dei castelli. Esco dalla sala grande del locale e mi avventuro negli scantinati alla ricerca dell'uscita di sicurezza, nella penombra vedo avvicinarsi un tizio alto barbuto. Subito non lo riconosco, ma nell'incertezza gli tengo la porta. Quando passa, lo saluto, Godano mi guarda un po' stranito e mi dice "Salve..". Il concerto voleva essere S-low cioè vagamete tranquillo, alla ricerca dell'atmosfera più dell'impatto. Poi è chiaro che i marlene malgrado gli anni sono sempre i marlene (per fortuna). Tanti amici non sono venuti, paradossalmente la quasi totalità di questi erano coloro che me li hanno fatti ascoltare la prima volta anni fa.. Max, la cui competenza in ambito musicale è per me indiscussa mi raccontava un concerto mitico con un Overflash dal vivo che lasciava veramente poco all'immaginazione, un'esplosione di potenza blasfema, non convenzionale. Lui all'epoca aveva 16 o 17 anni e i Marlene dieci anni di meno. In effetti ancora oggi i primi tre dischi sono imprescindibili per comporre una panoramica della musica italiana recente. Per molti versi l'arroganza sonica di quei tempi era una sintesi di punk, dark, noise e metallismo vario, sbattuta in faccia (non a caso tramite i Csi) a rappresentare una "musica contro" indistinta, ma non indifferente. Sicuramente i concerti di allora dovevano palesare un contenuto irrimediabilmente "rivoluzionario". E adesso? Adesso ci sono delle persone mature a imbracciare le stesse chitarre, gli stessi strumenti. La scelta dei Marlene è stata crescere, esplorando oltre il mero impatto le loro ampie risorse melodiche. E' stato un bel concerto quello dell'altra sera, con un espediente, l'atmosfera, che era insieme obiettivo e causa dello spettacolo. Bella "fuoco su di te", ma bella anche "danza" e cosa non da poco i pezzi di "Biancosporco", hanno acquistato una levatura a sé stante, giungendo perfino a farmi piacere l'album. Per concludere, i Marlene hanno scelto un percorso più maturo, coerentemente più impegnato e il tipo di concerto dell'altra sera era certo quello più azzeccato. Un concerto per apprezzare la musica non per impazzirci. Per quel genere di concerti bisogna rifarci ad altri ormai..

  0   Article ID : 69
Intervista agli Skiantos!
Inviato da mofa il 19/2/2006 2:00:00 (385 letture)

Dopo un lunghissimo travaglio finalmente gli Skiantos, in occasione del loro fortunatissimo concerto alla Piscina dei Castelli, concedono a Cromatigullio lo straccio di intervista che venne loro gentilmente richiesta… le rivelazioni più importanti giungono nel “fuori onda”, in cui il bassista Max Magnus ci anticipa che quest’anno non faranno più parte della squadra di Colorado Cafè <<perché questa edizione andrà in onda in prima serata e siccome la canzone meno volgare che abbiamo in repertorio è “Kakkole” hanno pensato giustamente di non riconfermarci come band residente>>. Seguono poi alcune ridanciani scoop riguardanti la loro ex collega, la soubrette Rossella Brescia <<ottima professionista, seria, alla mano… purtroppo ancòra un po’debole nel pompino>> e svariati improperi rivolti al cantante e leader della band, Roberto “Freak” Antoni, in gravissimo ritardo al soundcheck. Il Supremo Freak verrà poco dopo definito dal batterista della band <<un autentico genio sul lavoro ma un coglione prima e dopo>>… ma fino a qui abbiamo cazzeggiato. L’intervista vera e propria si tiene alle 23 (dopo appena 5 ore di vana attesa) nel camerino del gruppo, che si sta preparando a salire sul palco. Giustamente Freak decide di non concedersi, preferendo riempire i moduli della SIAE, mentre il chitarrista Dandy Bestia mostra un briciolo di umanità rispondendo ad alcuni botta e risposta che vado di seguito a riportarvi: ...(clicca su leggi tutto)

  0   Article ID : 56
NOT MOVING IL RITORNO
Inviato da mofa il 30/1/2006 1:30:00 (356 letture)

Un cocktail a base di generi musicali. I Not Moving (il nome viene da una canzone dei DNA) nascono nel 1981 in provincia di Piacenza, formati da Tony Face Bacciocchi (batteria), Dany Dallagiovanna (basso) e Paolo Molinari (chitarra), a cui poco dopo si aggiungono Rita Lilith Oberti (voce) e Mariella Severine Rocchetta (tastiere). Già alla fine dello stesso anno la band registra un demo che suscita la curiosità di molti critici musicali, e il brano "Baron Samedi" viene incluso nella compilation "Gathered" curata dalle rivista Rockerilla, considerata il primo manifesto della nuova scena musicale italiana. Nel 1982 i Not Moving sono in giro per l'Italia a far conoscere il loro sound e contemporaneamente pubblicano il loro primo EP "Strange Dolls", ma l'abbandono di Molinari provoca un momentaneo scioglimento del gruppo. Grazie a un incontro fortunato durante un concerto, la fase di stand-by dura poco; già l'anno successivo infatti viene assoldato un nuovo chitarrista, Dome La Muerte Petrosino. Il suo arrivo provoca un cambiamento nello stile del gruppo che, dal rock'n'roll con una punta di blues e qualche richiamo al punk vira verso sonorità più violente, in stile americano. I nuovi Not Moving registrano, in un solo giorno e praticamente dal vivo in studio, "Movin Over". L'anno si conclude con tantissimi concerti che ottengono il tutto esaurito, mentre il 1984 inizia con l'apertura del concerto dei Clash a Milano. In primavera la band si chiude in studio di registrazione con Paul Jeffrey (ex marito di Patty Pravo e fonico degli Exploited) per preparare un mini LP, "Land Of Nothing", che però non vedrà la luce fino al 2004. Orfani di etichetta, nel 1985 i Not Moving firmano un contratto con la Spittle Records, label toscana appena nata, per cui incidono il 12" "Black And Wild", la prova della maturità artistica, che permette ai Not Movoing di entrare di diritto all'apice della scena new rock italiana. A causa di un 'piccolo' inconveniente (l'etichetta mixa l'album senza autorizzazione), "Sinnermen" del 1986 non ottiene il successo sperato, ma si difende comunque bene anche grazie al tour, con i locali stracolmi di i fan. Nel 1987 il gruppo sbarca in Germania con un tour di 10 date di spalla ai tedeschi Surfin Dead' e apre il concerto degli australiani Celibate Rifles a Pisa. Non basta: i Not Moving riescono a fare la cover in tinte hard di "Break On Through" dei Doors ottenendo un ottimo risultato; lo stesso anno infatti esce "Jesus Loves His Children". Nel 1988, durante le registrazioni di "Flash On You", il gruppo viene abbandonato da un altro dei suoi componenti storici: il bassista Dany D. Quasi immediatamente il posto viene preso da Luigi Milani, ma non è facile rimettere insieme dei cocci rotti troppe volte e così avviene la separazione definitiva, con Tony, Lilith e Luigi 'Milo' che se ne vanno dalla band. Dome e Mariella Severine, gli unici superstiti dei Not Moving, insieme ad altri musicisti che si alternano nei diversi anni incidono "Song Of Myself" (1989) e il 12" "A Flash On You/Dancing" (1990). Nonostante i tantissimi cambiamenti di line up i Not Moving non cedono e nel 1994 pubblicano l'ennesimo album "Homecoming". Nel frattempo Dany entra a far parte dei tedeschi Surfin' Dead e Big Chief Broom Man Band e Lilith intraprende la carriera da solista accompagnata da Tony. Nel 2005, a quasi 25 anni dalla loro nascita, i Not Moving nella loro formazione storica tornano a calcare i palchi d'Italia con il Reunion Tour. Una tournée di 10 date che segue l'uscita di "Live In The 80's", un cofanetto contenente un DVD e un CD con le migliori esibizioni dei loro anni d'oro e un documentario sulla storia della band.

  0   Article ID : 43
Cuori di tenebra - Baustelle contro governo ladro
Inviato da mofa il 8/12/2005 17:10:00 (309 letture)

Era una piovosa sera d'autunno, la protezione civile aveva anche dato l'allerta. Il freddo che caratterizza ormai il clima (metereologico) dell'apertura della Piscina alla musica, cito, indie-rock-pop, non è riuscito a rovinare il concerto. C'era un sacco di gente, ed eravamo parecchio felici, perchè per quanto ce l'aspettassimo, l'esperienza di questi ameni luoghi ci ha fatto diventare PESSIMISTI sulla meglio gioventù locale e vicina. Per lo meno sulla "reattività" alle iniziative che esulano da "ApERITIvoFiCAdiscOtRuzzPuPuPuCUbAheYhEySboCK!!!". C'è un sacco di ggente che questo genere di tran tran settimanale lo fa per "necessità", non avendo la possibilità di provare cose diverse (spesso per un medioalcolizzato l'alternativa è la droga, ma qui il discorso si complicherebbe e non è esattamente un'alternativa). Altri, e sono quelli che più feriscono, lo fanno per scelta di non scegliere ovvero insicurezza cronica. Lo so perchè si può parlare di ciò che si è vissuto in prima persona. Poi vengono i cuori di tenebra, i depressi manifesti, i delusi dal tran tran di cui sopra, insomma noi. Noi siamo depressi perchè vorremmo cambiare le cose, perchè ci siamo resi conto del nulla che ha invaso le nostre strade, le chiese i municipi le questure i mercati le scuole le radio LE VENE i cinema, le teste che ci stanno intorno. E' chiaro che è molto semplice amministrare un popolo stordito o deficente, una gioventù cieca e sorda che non riflette, non decide, non si indigna. Questo è il contesto. A cui si devono aggiungere centinaia di NON SI DEVE e milioni di VIETATO. Il bel risultato è sotto gli occhi di tutti, la televisione rispecchia perfettamente la società FRANZONILAPOMODASTUPRO - bERLUSCONI, dove non ci sono più passioni vere e il dssino presidente dell'unipol fa affari con la peggior canaglia fasciocattolica del paese. Bene i Cuori di Tenebra si indignano, ma non possono fare niente,sono riusciti a volgarizzare anche la rabbia, a commercializzare la protesta, a vampirizzare l'amore. E alla fine mai nessuno che chieda "perchè?", perchè NON SI DEVE? perchè i ragazzini/rumeni/cinquantenni stuprano ragazzine/donne/infermiere? perchè la politica fa schifo? perchè la gente si distrugge di droga? ecc... Ecco, i cantautori grandi, i grandi musicisti, i grandi artisti, tentano sempre di parlare del perchè, per questo ci piacciono. I Baustelle, va ascoltato tutto il repertorio, fanno esattamente questo. E l'hanno fatto anche l'altra sera. Il che è raro e bello, grazie a Luca P..

  0   Article ID : 26
Ieri sera gli Stella Kowalsky
Inviato da mofa il 19/11/2005 22:40:00 (311 letture)

Ieri sera sono uscito che faceva un freddo bestia.. la serata non era delle più allettanti e giungendo in P.zza del mercato con il mio compare batterista Jakob John, la percentuale delle latrine utilizzate nei bar di Sestri doveva essere parecchio bassa e in strada non c'erano nemmeno i gatti. Capite bene che l'idea di dover aspettare le 11 per andare in piscina non era certo tra le scelte che un vero gentiluomo avrebbe contemplato. Ciò nonostante, trasformatomi in un battibaleno in un solerte dirigente di Cromatigullio, giunsi oltrepassando ogni difficoltà al caffè del porto. Qui abbiamo aspettato ancora un po' per dare tempo al pubblico, che alla fine c'era bello bello. Motivi per esserci: gli Stella Kowalsky sono un buon gruppo, direi decisamente affiatato, o meglio dico che avevano un bell'aspetto per ciò che concerne il volersi bene (e molti di noi sanno quanto ciò sia sostaziale in un gruppo). Ovviamente c'era dell'altro: avevano un suono particolare che mi ha solazzato, non nel senso che li prenderei per riferimento, ma che accompagnavano con gusto ed efficacia i loro pezzi e, aggiungo, il tempo. La sostanza è che sono stato contento di andarci al di là di ogni tipo di commento o ruolo. Detto questo colgo immediatamente l'opportunità di fare una critica e di proporre una riflessione. Mentre ero lì davanti al palco ad ascoltare e a godermi il meritato concerto, sono stato colto da uno straordinario dubbio: ma che cazzo dice questa canzone? questa solerte domanda si reiterata per alcuni minuti, fino a quando mi son tolto ogni dubbio: avrebbero cantato per tutta la sera in inglese. Al che confesso, mi piglia un po' male perchè.. Perchè se vado ad un concerto voglio godermi tutto e se canti in inglese non capisco un cazzo, è inutile.. Lo so che l'ho fatto a scuola e Berlusconi e le 3 I, ma se non posso manco leggerlo non lo capirò mai! Già ma ascolti i Sigur Ros e sono propri belli da godere e, cosa non indifferente, cantano in inglese. Già ma anche se bestemmiassero per l'intera durata del pezzo, mi piacerebbero lo stesso perchè fanno una musica in cui la voce ha una componente squisitamente "strumentale". Se mi vuoi parlare, e se non mi vuoi parlare sei una puttana (nel senso che l'obiettivo della tua arte non è comunicare), e parli la mia lingua, devi parlare nella mia lingua se no mi sento preso per il culo. Ora, sdrammatizzando, secondo me si perde moltissimo nella lingua inglese, se non è necessaria. E questa è l'unica cosa che non mi ha convinto di ieri sera, benchè alla fine possiamo anche considerarlo un dettaglio. E comunque era peggio il freddo.

  0   Article ID : 21
Festival del Tigullio 2005 : impressioni e foto
Inviato da mofa il 15/11/2005 22:10:00 (708 letture)

Ed è dopo un’estate di palchi montati e smontati, con ancora le ultime
note di ieri sera che si spengono in testa, che già si iniziano a sentire le promettenti note di stasera

  0   Article ID : 14
Nora K e Madam P
Inviato da mofa il 1/8/2005 20:10:00 (2476 letture)

Resoconto della perfomance-concerto tenuto al Last Beach di Cavi di Lavagna il 26-07-2005

  0   Article ID : 8
Festival del tigullio 2005
Inviato da mofa il 5/7/2005 15:30:00 (355 letture)

Festival del Tigullio Biografie e presentazione dell'evento

L'associazione Cromatigullio,promotrice della cultura musicale e dell’arte in tutte le sue espressioni, ha ideato il festival del tigullio, una rassegna rock in quattro date (10/7 Chiavari porto turistico, 12/7 Chiavari festa de l'unità, 19/8 Sestri Levante baia delle favole, 20/8 dalle 16.00 alle 24.00 (spazio ristroro ed esposizione), lavagna parco tigullio, per un totale di 18 band. Da notare la presenza di gruppi di livello nazionale e spiccata originalità come Bhangra Beat, Blown Paper Bags (19) e per il gran finale i Viclarsen (20).Per ogni informazione è a disposizione il sito www.cromatigullio.org e la casella di posta info@cromatigullio.org.

  0   Article ID : 7


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